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Indennità sostitutiva del preavviso a Roma

Il rapporto di lavoro può essere interrotto senza preavviso solo in presenza di giusta causa, quindi di un inadempimento talmente grave da non consentire la prosecuzione neanche momentanea del rapporto.

In tutti gli altri casi, l’interruzione del rapporto di lavoro deve essere invece intimata con il preavviso stabilito dalla contrattazione collettiva di categoria.

Cos’è l’indennità sostitutiva del preavviso

Indennità per mancato periodo di preavviso per il licenziamento: se la parte che intende interrompere il rapporto di lavoro non rispetta il termine stabilito, è tenuta a corrispondere l’indennità sostitutiva del preavviso, pari alle retribuzioni che il lavoratore avrebbe percepito se avesse lavorato durante il periodo di preavviso.

Se è il datore a interrompere il rapporto senza rispettare il termine di preavviso, il lavoratore ha diritto alla predetta indennità di mancato preavviso; se è invece il lavoratore a non voler rispettare il preavviso, il datore tratterrà a titolo di indennità sostitutiva, i compensi che spettano al dipendente per il suddetto periodo.

Calcolo dell’indennità di preavviso

Calcolo indennità per mancato periodo di preavviso per il licenziamento: l’indennità sostitutiva del preavviso si calcola sulla base della retribuzione che normalmente il lavoratore percepisce al momento dell’interruzione del rapporto di lavoro.

All’interno della retribuzione di riferimento, devono essere considerate le provvigioni, i premi di produzione, le partecipazioni agli utili, le indennità sostitutive di mensa e di alloggio, gli aumenti contrattuali, gli scatti di anzianità e ogni altro compenso di carattere continuativo, esclusi i rimborsi spese.

In caso di retribuzione totale o parziale con provvigioni, con premi di produzione o con partecipazioni, l’indennità viene calcolata su una media di questi compensi negli ultimi tre anni, o nel minor periodo in cui il lavoratore ha effettivamente svolto la propria attività.

Obbligo del preavviso

I casi di licenziamento e dimissioni per giusta causa sono gli unici in cui non è necessario il preavviso. In tutti gli altri casi di interruzione del rapporto di lavoro, come il giustificato motivo, oggettivo o soggettivo, è previsto un termine di preavviso.

Il giustificato motivo soggettivo, in particolare, non ha una gravità tale da giustificare il mancato preavviso essendo un inadempimento agli obblighi contrattuali di gravità minore rispetto a quello che configura la giusta causa.

Casi in cui il datore di lavoro è obbligato a pagare l’indennità sostituiva del preavviso

Indennità per mancato periodo di preavviso per il licenziamento o per le dimissioni: Vi sono quindi delle ipotesi in cui il datore di lavoro è obbligato a corrispondere l’indennità sostitutiva del preavviso:

  • in caso di morte del lavoratore;
  • in caso di licenziamento senza giusta causa successivamente dichiarato illegittimo o “convertito” dal giudice in licenziamento per giustificato motivo, con obbligo di preavviso.

I casi di dimissione del lavoratore per i quali il datore di lavoro è obbligato a pagare l’indennità sono:

  • dimissioni per giusta causa (mobbing, mancata retribuzione ecc.)
  • nessuna indennità è invece dovuta per le dimissioni del lavoratore o della lavoratrice in occasione del matrimonio.

Da anni lo Studio Legale Flaminio opera a Roma; specializzato nella difesa dei lavoratori ed ha assistito, nel tempo, i dipendenti dei principali enti pubblici e delle più importanti realtà industriali del paese, sia in ambito giudiziale che stragiudiziale.

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